Le variabili del comportamento

Nella visione etologica cognitiva il comportamento non è una risposta ad uno stimolo esterno, ma è mosso da condizioni interne e il MOVENTE, il perché il gatto compie un particolare comportamento, è dato da elementi interni che sono definiti VARIABILI AFFETTIVE, qualcosa che spinge il gatto a comportarsi in un certo modo.

Queste variabili possono essere sensazioni fisiologiche (fame/sete/sonno/mantenimento corretta temperatura corporea) oppure disposizioni psicologiche come le Emozioni, le Motivazioni e lo Stato di Arousal.

Le emozioni

Lo stato emozionale (stato psicologico) indica quello che il gatto prova in una certa situazione (come percepisce il mondo esterno) e le risposte che metterà in atto di tipo fisiologico e comportamentale. Lo stato emozionale dipende da:
Tono Emozionale: indica quanto il soggetto è portato a reagire in relazione alla sua sensibilità, emotività, resilienza e idiosincrasia
Umore: condizione emozionale che persiste per un certo periodo di tempo (es depresso/ esuberante/ timoroso/ irritabile/ languido) ma non è un aspetto caratteriale del gatto.
Dipende dalla condizione del corpo (somatopsichica) in un dato periodo temporale: sono influenti la digestione, il metabolismo, la funzionalità endocrina, la possibilità di riposare correttamente, la presenza o meno di dolore, il sistema serotoninergico

Carattere emozionale:

mi dice come il soggetto è predisposto rispetto alle emozioni. Dipende dalla specie/ dalla linea genetica/ dal carattere innato individuale/ dalle prime esperienze d’ontogenesi

  • soggetti estroversi: prevalgono emozioni positive; gli eventi stimolano sistema di interesse
  • soggetti introversi: prevalgono emozioni negative; gli eventi stimolano sistema di allerta

Un aspetto molto importante relativamente alla sfera delle emozioni è la Marcatura emozionale: il gatto cataloga l’esperienza in base all’emozione provata in quel momento e la consegna alla memoria a lunga durata. Si parla di “marcatura positiva” quando il soggetto nell’incontro ha provato gioia, curiosità, entusiasmo; viceversa di marcatura negativa quando l’esperienza ha scatenato paura, rabbia, disgusto.
Lo stato di coerenza emozionale, vale a dire la condizione in cui mente e corpo funzionano in armonia, viene manifestato dal gatto con:

  • rotolarsi sulla schiena 
  • intensificare interazioni e relazioni
  • indulgere in comportamenti et epimeletici 
  • accrescere l’espressione motivazionale
  • rilassarsi e riposare nelle più disparate situazioni

Una continua paura o stato costante di irritazione, allerta, vigilanza o comunque il persistere di risposte emozionali non in grado di riportare il sistema in omeostasi determina una condizione di STRESS

Le 5 EMOZIONI PRIMARIE sono:

PAURA – RABBIA – GIOIA/GIOCOSITA’ – CONTENTEZZA - INTERESSE

A seconda del gruppo di emozioni attivate più di frequente possiamo identificare i seguenti “Profili emozionali del gatto” 

  • Gatto entusiasta, curioso, esploratore
  • Gatto brontolone dittatore
  • Gatto sentinella
  • Gatto passionale
  • Gatto amorevole 
  • Gatto triste
  • Gatto giocoso

PROBLEMATICA EMOZIONALE: esiste quando i comportamenti problematici hanno alla base emozioni non giustificate dal contesto e risultano sproporzionati in intensità e durata. La valutazione dell’emozione deve essere fatta da una prospettiva specie-specifica e individuale influenzata dall’apprendimento e dalle esperienze precedenti

Le motivazioni

Si possono definire come la voglia di compiere particolari azioni, rivolgersi verso certi target o raggiungere certi risultati. Il gatto tenderà a cercare le occasioni per poterle esprimere proprio come una esigenza fisiologica oppure possono essere suscitate da uno stimolo detto segnale-chiave (es il movimento).

Le tendenze motivazionali sono innate, interne all’individuo e selezionate dalla storia evolutiva della specie.

Sono sempre tutte presenti in ogni gatto e possono essere più o meno esposte: più sarà alta in un soggetto, più sarà alta la necessità per quel soggetto di esprimerla e quindi compiere l’azione correlata.

Per fare un semplice esempio il motivo del comportamento predatorio di un gatto non è la pallina, ma è la motivazione predatoria (innata) che rende la pallina (più precisamente il movimento della pallina) un motivo di espressione predatoria. Un coniglio non rincorrerà una pallina, né si interesserà del cursore del mouse sul monitor del pc.

Le motivazioni si dividono in 5 sistemi di base

  1. Sistema motivazionale di foraggiamento
    Predatoria (tendenza a mettere in atto azioni come rincorrere, appostarsi, ghermire, sensibilità al movimento)
    Perlustrativa (potersi muovere in un territorio vasto da monitorare)
    Esplorativa (curiosità per oggetti, contenitori, borse)
    Criptica (piacere di nascondersi, fare agguati)
  2. Sistema motivazionale sociale
    Competitiva (tra maschi su territorio e risorse)
    Affiliativa (alleanze, allomarcatura, allogrooming)
    Comunicativa
  3. Sistema motivazionale difensivo
    Territoriale (prendere possesso del proprio ambiente e difenderlo attivamente)
    Somestesica (cura del corpo, autogrooming e allogrooming)
    Cinestesica (atletismo, piacere di muoversi su tre dimensioni con balzi, arrampicate e corse)
  4. Sistema motivazionale riproduttivo
    Sessuale
    Epimeletica (cura dei cuccioli)
    Et epimeletica (richiesta di cure)
    Collaborativa (attività di nursery tra femmine)
  5. Sistema motivazionale operativo
    Solutiva o enigmistica (interesse per problemi da risolvere)

E’ importante considerare che i gatti che vivono in appartamento hanno più difficoltà ad esprimere le proprie motivazioni. Pertanto, considerando che la motivazione principe nel felino è quella predatoria, per movimentare la sua quotidianità e farlo divertire si consiglia di proporre attività ludiche ispirate al carattere predatorio, variando il target per evitare l’assuefazione e richiamando il più possibile i movimenti che troverebbe in natura.
Anche la tendenza criptica, con la conformazione attuale degli appartamenti sempre più organizzati come open-space, non trova piena soddisfazione: con il gioco del nascondino si riesce a mescolare tendenza esplorativa, criptica e predatoria in una sintesi perfetta.
Per soddisfare la motivazione esplorativa si possono disporre piccoli pertugi utilizzando scatole di cartone.
La motivazione del gatto attraversa 4 fasi 

  • APPETITIVA O DOPAMINERGICA Il soggetto desidera esprimere un comportamento 
  • ORIENTATIVA (RICERCA) Il soggetto sta cercando le opportunità per farlo 
  • CONSUMATORIA o ESPRESSIVA il soggetto sta mettendo in atto l’azione 
  • RIPOSO il soggetto si trova appagato dopo aver compiuto l’azione

Il comportamento motivazionale produce 2 forme di piacere:

  • gratificazione: raggiungimento del risultato (dopamina)
  • appagamento: piacere derivante da sazietà (serotonina)

LO STATO DI AROUSAL

Indica il livello di attivazione dei sistemi affettivo-emozionali in un determinato momento; non è uniforme ma oscilla durante la giornata e le novità e le sorprese tendono ad accrescerlo.

  • Alto Arousal: massimi livelli di attivazione
  • Basso Arousal: attenzione e inquietudine quasi azzerata
  • Medio Arousal: stato di calma. Soggetto attento, muscoli rilassati, reazioni caratterizzate da riflessività

Quando il gatto non è in grado di gestire le sue emozioni o non ha la possibilità di esprimere le sue propensioni, una condizione di alto arousal produce uno stato di inquietudine e malessere. Allo stesso modoun ambiente che non sollecita interesse o curiosità, privo di novità, porta l’arousal molto in basso e produce noia e depressione.
Per concludere, capire e definire le variabili del comportamento del gatto con cui ci relazioniamo e comprendere quanto siano forti è il primo passo per poter apportare, ove possibile, quei cambiamenti che consentiranno di dare piena espressione alle sue inclinazioni e ci permetteranno di vivere con un gatto felice.